Crea l’accessorio che compare in tutte le produzioni più importanti non solo di spettacolo: i cappelli che completano in modo determinante il personaggio, come dice Steven Spielberg ringraziando Pieroni, con una lettera, per il cappello di Abramo Lincoln nel suo film. Il cappello diventa essenziale: da cattivo per i western di Sergio Leone, il tricorno del Casanova di Federico Fellini come quello di Johnny Deep ne “I Pirati dei Caraibi” e nella “Fabbrica del Cioccolato”. Una storia che continua sotto lo stesso nome, in quella che é la più importante azienda italiana nella produzione di cappelli, copricapo e corazze per il cinema: punto di riferimento per l’artigianato cinematografico e non solo. Una eccellenza che deve molto oltre alla manualità straordinaria, alla attenta ricerca e ricostruzione fedele, ottenuta grazie agli archivi di forme in legno e di autentici oltre che alla produzione storica di ottanta anni.Il Fondatore Bruno Pieroni inizia giovanissimo la sua attivita’ lavorativa nel 1937 presso la Ditta Neri ,che si occupava della realizzazione dei copricapi e delle buffetterie dell’Esercito e delRegime. Il termine Buffetteria indica tutto l’insieme di borse, cinghie, giberne, cassette, foderi e altri oggetti vari in dotazione ai soldati. 

La stessa Ditta comincera’ ad avere le prime commissioni in ambito cinematografico con la nascita e la produzione dei film presso gli Studi di Cinecitta’ a Roma. Uno dei primi film a cui parteciperà sarà “La corona di ferro” di Alessandro Blasetti, nel 1941. In quegli stessi anni Bruno rileverà la Ditta Neri che prenderà il nome di Ditta Pieroni Bruno. Nell’immediato dopoguerra, stringerà un proficuo rapporto di lavoro con la nascente scuola dei costumisti italiani dell’epoca tra cui Sensani, Escoffier, Novarese , De Matteis e Gherardi. Sempre nel 1949 collaborerà al film il “Principe delle volpi” d Henry King ed a molti altri progetti. Avrà l’intuito di unire dei mestieri come la modisteria, la cappelleria e la buffetteria che fino ad allora erano separati, in un unico luogo di lavoro. 

Nei primi anni ’50 inizia cosi’ un rapporto lavorativo con le sartorie cine-teatrali romane, tra cui Costumi d’arte Firenze, Verter, Mayer, Safas e AnnaMode. Alla sartoria Safas nei primi anni ’60 conoscerà il Direttore Umberto Tirelli che da li’ a poco fonderà la Sartoria Tirelli a cui si legherà nella fornitura dei cappelli ed accessori. Grazie a Tirelli entrerà in contatto con una nutrita scuola di costumisti di quegli anni, uno su tutti, il Maestro Piero Tosi. Sempre in quegli anni viene alla luce la Sartoria Farani, con essa e con il costumista Danilo Donati con cui inizia un’altra solida e continua condivisione di progetti. Nei primi anni ’80 il figlio Massimo affianca il padre il quale intraprenderà un rapporto lavorativo più ingente con le produzioni e sartorie estere. Bruno Pieroni verrà a mancare nel Settembre 2001 ma grazie ad i suoi insegnamenti ed all’apporto lavorativo di sua moglie Gabriella, suo figlio Massimo e tutti i collaboratori che negli anni si sono succeduti la Ditta Pieroni prosegue no con successo, ampliando le collaborazioni alla moda oltre che allo spettacolo.